COMUNICAZIONE POSITIVA E APPRENDIMENTO COOPERATIVO

Come intrecciare benessere in classe e successo formativo

PolitoLibroComunicazionePositivaApprendimentoCooperativo

Casa Editrice Erickson ( 2003 )

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Attivare le risorse del gruppo classe. Casa editrice Erickson 2000

 

Educare il cuore, Casa editrice La meridiana, 2005

Realizza i tuoi talenti per regalare il tuo contributo al mondo, Casa Editrice Confartigianato, 2011


INTRODUZIONE


Come possiamo intrecciare l’apprendimento con il benessere emotivo a scuola? Come creare nel gruppo classe la sensazione di essere una comunità di apprendimento? Come stimolare la solidarietà e il contributo di tutti? Come accogliere le difficoltà, i disagi, le frustrazioni che gli studenti incontrano nel loro percorso formativo? Come aiutarli a coltivare i loro talenti e le loro potenzialità? Come realizzare a scuola un ambiente di crescita, di formazione e di autorealizzazione per tutti?

In questo libro si descrive la possibilità di creare in classe un clima accogliente, capace di favorire l’apprendimento e la solidarietà, lo sviluppo cognitivo (H.Gardner 1987) e l’intelligenza emotiva (D.Goleman 1996).

Nelle classi che praticano l’apprendimento cooperativo è possibile osservare questo nuovo ambiente educativo. Gli studenti pianificano il lavoro di gruppo, si suddividono compiti e ruoli, approfondiscono individualmente la parte che è stata assegnata loro e la espongono agli altri, pongono delle domande, discutono, si ascoltano, si scambiano punti di vista, si aiutano nel capire i concetti difficili, ragionano e pensano insieme, si allenano nello studio e si preparano per le interrogazioni e i compiti di verifica. Si aiutano non solo sul piano cognitivo, ma anche su quello emotivo. Scherzano amichevolmente, si incoraggiano nelle difficoltà, si ringraziano reciprocamente, sono capaci di appianare divergenze e contrasti, invitano gli altri a condividere e a partecipare, esprimono apprezzamento, sono attenti ai bisogni dei compagni, si confidano esperienze profonde, sogni e progetti di vita, comunicano in modo personale ed autentico, si stimano e imparano a volersi bene.

In una classe che adotta l’apprendimento cooperativo può fiorire una comunicazione autentica: la scuola comincia ad essere percepita come luogo di incontro, di arricchimento reciproco, di formazione della mente, del cuore e della personalità.

Il passaggio da una classe annoiata e spenta ad una vivace ed entusiasta, che sa collaborare e imparare attivamente, conduce ad un’esperienza che trasforma tutti, insegnanti e alunni (A.Bernardini 1976).

L’apprendimento cooperativo è una risorsa didattica e pedagogica. Apprendere insieme è divertente e appassionante. Dagli altri possiamo apprendere molti modi di affrontare e risolvere un problema. Con gli altri possiamo pensare meglio ed arricchire la nostra mappa cognitiva. Agli altri possiamo donare le nostre risorse cognitive ed emotive.

Oggi siamo diventati più consapevoli della necessità di creare in classe un ambiente emotivo accogliente, per facilitare l’apprendimento e la socializzazione. Dedichiamo maggiore attenzione al tema della comunicazione educativa, non perché siamo più buoni, o per una moda sentimentale del “vogliamoci bene”, ma piuttosto perché l’avvertiamo come una necessità. Molti insegnanti dichiarano, infatti, che è diventato più difficile insegnare, perché gli studenti non sanno stare insieme, non sanno collaborare in gruppo, non rispettano le regole della convivenza, non si percepiscono come una comunità.

La riflessione sulla comunicazione in classe introduce un profondo ripensamento all’interno della scuola. Stimola ad osservare il modo in cui comunicano tra loro insegnanti e studenti. Sottolinea l’importanza formativa del gruppo classe, valorizzando le risorse che ognuno porta con sé. Porta ad interrogarsi sul modo in cui gli insegnanti e i genitori comunicano insieme, per condividere la comune responsabilità educativa. Risveglia alcune domande sulla comunicazione presente nell’istituzione scolastica: come comunicano gli insegnanti con le autorità scolastiche? In che modo i dirigenti si relazionano con gli insegnanti e gestiscono le relazioni emotive interpersonali? Sollecita una visione più ampia e sistemica: in che modo la scuola comunica con le altre istituzioni? In che modo gli altri enti del territorio comunicano con la scuola?

Il tema della comunicazione in classe abbraccia molti aspetti: pedagogici, didattici, istituzionali, organizzativi. Permette di ripensare la funzione essenziale della scuola nel mondo contemporaneo. È una riflessione che tocca tutti, perché la scuola riguarda tutti.

Come vivono l’esperienza scolastica gli studenti e gli insegnanti? Il benessere emotivo in classe li riguarda entrambi. In classe bisogna star bene emotivamente, per apprendere bene e per insegnare bene. Gli studenti apprendono bene quando la loro mente è aperta e quando sono coinvolti in ciò che stanno imparando, quando comprendono il nesso con la vita, quando sono consapevoli di partecipare all’importante percorso della loro formazione. I docenti insegnano bene, quando esprimono entusiasmo verso la propria disciplina e sensibilità verso gli studenti, quando partecipano al loro processo formativo, li stimolano, li incoraggiano, li guidano.

La comunicazione autentica è l'anima dell'apprendimento cooperativo. Per cooperare, per apprendere insieme, è necessario imparare a stimarsi, ad aiutarsi, a sostenersi, ad incoraggiarsi, a valorizzarsi.

Quando gli insegnanti cominciano a praticare l'apprendimento cooperativo, avvertono immediatamente una lacuna nelle relazioni personali tra gli studenti e dichiarano: «Questi nostri ragazzi non sanno comunicare. Non sanno ascoltarsi. Tutti vogliono parlare. Dopo aver manifestato la propria opinione, tendono a distrarsi, disturbano, scherzano, ridono, si prendono in giro. Se qualcuno interviene, non stanno attenti a quanto dice, ma fanno battute su come è vestito, su come ha pronunciato una parola, su come si muove. Quando sono impegnati in un compito cooperativo, non sanno collaborare, si stroncano con critiche pesanti, sparano giudizi ed etichette, non sanno agganciarsi a quello che propongono gli altri, non sanno arricchirlo. Offendono i compagni: qualche volta si scusano in modo formale ed emotivamente distaccato, come se le semplici scuse potessero bastare a cancellare l'offesa. Scaricano i propri doveri sulle spalle degli altri, si imboscano, si defilano. Sono poco attenti ai sentimenti degli altri e li feriscono senza badarci. Mancano di sensibilità, di rispetto e di empatia. Talvolta sembrano degli analfabeti dal punto di vista emotivo: non sanno aiutarsi, incoraggiarsi, sostenersi, valorizzarsi. Con tali premesse è impossibile proporre loro un lavoro di gruppo e tanto meno la metodologia dell’apprendimento cooperativo».

Risulta perciò necessario impegnarsi a migliorare l'intelligenza emotiva di questi ragazzi. È una competenza trasversale che servirà loro per tutta la vita. Forse dimenticheranno la spiegazione di un teorema di geometria, ma non dovranno mai perdere la capacità di interagire con gli altri, di ascoltare un'altra persona, di mettersi nei suoi panni, di esprimere accuratamente i propri sentimenti, di collaborare, di comunicare.

L'approccio cooperativo sottolinea costantemente la necessità di sviluppare le abilità sociali, come condizione essenziale e indispensabile per crescere ed apprendere insieme. Non è possibile creare un gruppo di apprendimento, se gli studenti non sanno comunicare, valorizzarsi, stimarsi. Senza competenze interpersonali, non saranno capaci di collaborare ad un progetto comune.

Alcuni genitori, di fronte alla proposta di migliorare la comunicazione in classe, hanno espresso queste osservazioni: «Cosa c’entra tutto questo con l’apprendimento? Gli studenti hanno bisogno solo di studiare la grammatica e la matematica. A queste altre cose ci penserà la vita».

Gli insegnanti hanno replicato: «A scuola non è più possibile insegnare, perché molti studenti sono incontenibili, impulsivi, irresponsabili. Disturbano. Non si rispettano. Non si sanno ascoltare. Non sanno collaborare».

Alcuni genitori hanno di nuovo attaccato dicendo: «La colpa è vostra. Se voi insegnanti non riuscite a mantenere la disciplina, cambiate lavoro».

Questo breve scambio di battute dimostra quanto sia necessario ricucire la comunicazione anche tra insegnanti e genitori, per poter convogliare le risorse pedagogiche di tutti verso la crescita di questi studenti.

La formazione delle nuove generazioni non può essere caricata solo sulle spalle degli insegnanti. È un problema di tutta la comunità. Tutti contribuiamo ad educare gli studenti: insegnanti e genitori, ma anche mass media, giornalisti, politici, economisti. Ne siamo consapevoli? Chiediamoci, infatti, quanto siano diseducativi gli scandali, gli imbrogli, le calunnie, gli insulti, l’arroganza, la prepotenza, la volgarità, che sono così frequentemente esibiti dai mass media. Quanto incidono sulla formazione etica delle nuove generazioni?

La comunicazione in classe non è uno dei tanti argomenti dell’educazione, ma il tema pedagogico fondamentale. Non si può educare senza comunicare (D.Dolci 1988, 1997), senza l’incontro personale, senza il riconoscimento reciproco, senza la condivisione della propria esperienza, delle proprie emozioni, della propria vita. Comunicare vuol dire credere al valore dell'altro, amare la sua crescita e autorealizzazione. Significa accogliere la sua parola, avvolgerla col nostro ascolto attento e nutriente e restituirgliela con le nostre risonanze cognitive ed emotive.

La comunicazione è efficace quando facciamo sentire l’altro importante, competente, forte e degno di valore; quando ci dedichiamo a coltivare la sua autostima e i semi delle sue potenzialità; quando ci prendiamo cura delle sue ferite, scrutiamo i suoi bisogni, lo incoraggiamo nelle difficoltà, lo sosteniamo nella piena autorealizzazione dei suoi talenti.

Gli insegnanti sanno che non è possibile insegnare bene, e tanto meno educare, se i propri alunni non sono interessati alla loro materia o non li stimano. Gli studenti sanno quanto sia importante, per il proprio processo di apprendimento e di formazione, una relazione positiva e fiduciosa con l’insegnante. Osservano con attenzione il modo in cui il docente “porge” loro la sua materia: il “come” comunica è più importante di ciò che dice. Gli studenti hanno bisogno di entrare in contatto con insegnanti motivati, entusiasti, consapevoli della loro funzione educativa.

Si insegna comunicando e si comunica in ogni momento dell’attività didattica. La trasmissione di contenuti deve essere accompagnata da un’intenzione pedagogica esplicita: «Sono qui per aiutarvi nella vostra crescita umana e professionale. Mi sta a cuore la vostra formazione. Desidero aiutarvi a sviluppare e coltivare tutte le vostre potenzialità. Collaboriamo per apprendere e per educarci reciprocamente».

Noi insegnanti siamo responsabili verso la formazione di ciascuno dei nostri studenti. Non possiamo “tirarci fuori” dalla relazione educativa e dire: «Io non c’entro. Se lui non vuole studiare, è colpa sua». Siamo coinvolti nella relazione educativa con ogni studente, specialmente con quelli “difficili”. La loro crescita dipende dalla nostra capacità di prenderci cura delle loro difficoltà, risorse e lacune. Per insegnare ed educare è necessario sviluppare la capacità di comunicare in modo positivo, anche di fronte ad emozioni negative di malessere, disagio, ribellione, rifiuto. Non è “buonismo”, ma è una scelta consapevole, focalizzata sull’impegno educativo di prendersi cura della formazione dell’altro. La ribellione o il rifiuto formativo non è una questione amministrativa da gestire con le bocciature. Bocciare è facile. Difficile è comunicare autenticamente con chi ha difficoltà scolastiche e disorientamento esistenziale.

Gli studenti per crescere hanno bisogno di insegnanti capaci di coinvolgersi emotivamente con loro e di comunicare in modo autentico e personale. L’essenziale non risiede nei contenuti disciplinari, ma nel modo di essere educatori: nella capacità di amare la crescita e la formazione di questi studenti, utilizzando la vitalità formativa della materia che si insegna.

Ripensiamo alla nostra esperienza di studenti e chiediamoci da chi abbiamo imparato di più: è molto probabile che emergano nella nostra mente gli occhi di quegli insegnanti che ci hanno stimato e si sono dedicati alla nostra crescita cognitiva ed umana. È con loro che noi siamo diventati migliori ed abbiamo studiato di più. La loro dedizione educativa ci ha sostenuto nello scoraggiamento e ci ha fatto amare il sapere.

Questo libro è dedicato al tema della comunicazione in classe, non solo dal punto di vista teorico, ma anche pratico ed operativo e descrive alcune strategie focalizzate sulle seguenti indicazioni pedagogiche:

·         Accogliere ogni studente, specialmente quando è in difficoltà.

·         Individuare, decifrare e descrivere accuratamente i suoi bisogni, in particolar modo quelli formativi.

·         Esprimergli la nostra partecipazione e risonanza affettiva («Io tengo a te. Ho a cuore la tua persona»).

·         Aiutarlo a scegliere consapevolmente a prendere delle decisioni per ampliare l’ambito della sua libertà e autodeterminazione.

·         Focalizzarsi sulla sua crescita e sviluppo dei suoi talenti.

All’interno di questa ampia cornice pedagogica del “prendersi cura della formazione dell’altro” sono descritti alcuni percorsi per far fiorire una comunità di apprendimento cooperativo, in cui diventi possibile per tutti utilizzare le risorse dei compagni per la propria crescita, formazione ed autorealizzazione.

  

INDICE

CAPITOLO 1

COMUNICARE PER EDUCARE E FAR APPRENDERE

 

Educare significa “prendersi cura dell’altro”
Caratteristiche della comunicazione educativa
Creare un gruppo accogliente per apprendere bene insieme
Il valore di ogni persona
Prendersi cura dell'autorealizzazione dell'altro
La relazione pedagogica come strumento professionale
Autorevolezza e credibilità
Didattica come comunicazione educativa
Il valore pedagogico del dialogo
Comunicare significa entusiasmare e motivare
La mediazione culturale
Comunicare con studenti difficili
Progetto formativo per gli studenti ripetenti
Comunicare con persone disabili
«Nessuno rimanga indietro»
Approccio relazionale al disagio
La community care

 

CAPITOLO 2

COMUNICARE PER NON PUNIRE

 

La relazione educativa come prevenzione e cura
La punizione come interruzione della comunicazione
Tipi di punizioni
Le reazioni degli studenti verso la punizione subita

 

CAPITOLO 3

EDUCAZIONE E RELAZIONE DI AIUTO

 

Il coinvolgimento emotivo nella relazione di aiuto
Items del test sul burnout
Autorealizzazione e relazione di aiuto
Relazione di aiuto e apprendimento cooperativo
Caratteristiche della persona che aiuta
Le abilità della relazione di aiuto
Alcune esercitazioni per allenarsi ad aiutare
Acronimo di aiutare
Quanto bisogna aiutare?
Relazione di aiuto e «teoria della reattanza»
Gruppi di mutuo aiuto a scuola
Aiutare significa far vivere ed apprezzare la vita.

 

CAPITOLO 4

COME SI BLOCCA LA COMUNICAZIONE IN CLASSE

 

Frasi che bloccano la comunicazione in classe
Le difficoltà degli insegnanti
Le difficoltà degli studenti
Difficoltà di comunicazione tra insegnanti e studenti
Le frasi sbagliate di fronte alle difficoltà dello studente
Lista delle cause che deteriorano la comunicazione
Perché critichiamo?
Imparare a criticare in modo costruttivo
Lista di strategie comunicative
Questionario sullo stile di comunicazione
Consapevolezza delle sfumature linguistiche della comunicazione
Trasformazione delle frasi negative al positivo

 

CAPITOLO 5

STRATEGIE DI COMUNICAZIONE

 

Il desiderio di voler capire l’altro
«Modello di comunicazione: ABCDE»
Accogliere l’altro
Descrivere il bisogno
Esprimere il feedback di risonanza emotiva
Favorire la scelta e la decisione
Aiutarlo a conseguire la sensazione di empowerment
Cosa ci chiedono i nostri studenti?

 

CAPITOLO 6

"A" COME ACCOGLIENZA

 

L’educazione comincia dall’accoglienza
Accoglienza e comprensione
Accoglienza del valore di ogni persona
Accoglienza e merito
Accoglienza come contesto
Accoglienza ed «effetto Pigmalione»
La classificazione degli studenti in «fasce di livello di competenze»
Accoglienza reciproca in classe
Accoglienza emotiva ed accoglienza cognitiva
Accoglienza e comprensione empatica
Accoglienza del ragazzo difficile
Pedagogia dell'ascolto
Cosa ostacola l'ascolto?
Ascolto di sé ed ascolto dell’altro
Ascolto ed eco mentale
Ascolto ed amplificazione cognitiva
Ascolto empatico
Accoglienza del linguaggio del corpo
Il messaggio del tono della voce
Accoglienza e gestione dei conflitti in classe
Il gruppo classe come luogo di scontri e di incontri
La consapevolezza del conflitto
Metacomunicare in situazioni di conflitto
Conflitti e metodo della contrattazione
Il processo di mediazione
Accoglienza delle emozioni negative
Accoglienza e regole condivise per stare bene insieme
Dalla classe accogliente ad una società accogliente

 

CAPITOLO 7

"B" COME BISOGNI.

LEGGERE, INTERPRETARE E VERBALIZZARE I BISOGNI DELL’ALTRO

 

L’accoglienza prepara la lettura dei bisogni dell’altro
La competenza comunicativa
Imparare a leggere i bisogni dell’altro
Rispecchiare il messaggio dell’altro
Verbalizzare accuratamente
Chiedere la conferma della nostra lettura ed interpretazione
Prima verbalizzare il comportamento e poi fare delle richieste
Cosa verbalizzare
Espressioni per verbalizzare
Frasi di verbalizzazione
Verbalizzazione ed autoesplorazione
Bisogna verbalizzare tutto?
La strategia del «Passaporto per intervenire»
Verbalizzazione e ascolto attivo
Come verbalizzare i contenuti e le emozioni
La verbalizzazione come segno dell’accettazione
Tenere sotto controllo le nostre interpretazioni
Come si giunge ad etichettare uno “studente difficile”
La pretesa della “lettura del pensiero”
Verbalizzazione come conferma dell'altro
L’impatto della verbalizzazione nelle situazioni di conflitto
La tecnica del confronto per verbalizzare un conflitto, una contraddizione, una incongruenza
La verbalizzazione dalla teoria alla pratica
Accoglienza e verbalizzazione dei bisogni formativi
La favola della volpe e della cicogna

 

CAPITOLO 8

"C" COME CUORE

AUTORIVELARE I PROPRI SENTIMENTI ED EMOZIONI

RELAZIONE INTERPERSONALE ED AUTORIVELAZIONE

 

Il feedback di risonanza emotiva
Feedback cognitivo ed autoregolazione
Accompagnare il feedback negativo con feedback positivi
Il feedback emotivo
Feedback di risonanza emotiva materno e paterno.
Ampliare il lessico delle emozioni
Ascoltarci per esprimerci meglio
L’apertura emotiva dell’insegnante
Scambiarsi feedback di risonanza emotiva
Il ruolo delle emozioni nella nostra vita
Feedback e costruzione del senso di identità
Feedback di risonanza emotiva e provocazione
Autorivelazione delle emozioni negative
Conoscere i nostri «tasti dolenti».
Scegliere quando e quanto autorivelarsi in ambito educativo
Scegliere di autorivelare ciò che è formativo per l’altro
Congruenza e autenticità
L’autorivelazione dell’uno facilita l’autorivelazione dell’altro
L’autorivelazione è più facile nel piccolo gruppo
Autorivelazione e narrazione nei gruppi cooperativi
Autorivelarsi ed autoaffermarsi
Carta dei propri diritti
Il tempo richiesto dal feedback di risonanza emotiva
Pausa di silenzio quando emergono emozioni negative
Esprimere feedback di risonanza emotiva in forma diretta e personale
Trasformare le lamentele e le accuse in richieste
L’esperienza come serbatoio comunicativo
La rete dei feedback reciproci
La cecità emotiva che spegne il sorriso e calpesta la speranza

 

CAPITOLO 9

"D" COME DECISIONE

STRATEGIE PER FAVORIRE LA DECISIONE DI AUTOREALIZZAZIONE

 

Educare significa aiutare l’altro ad autorealizzarsi
Ampliare le possibilità di scelta dell’altro
Riformulare per facilitare la scelta dell’altro
Facilitare l’automotivazione
Creatività nella riformulazione
Riformulare mettendosi nei panni degli altri
La riformulazione del significato
La riformulazione del contesto
La riformulazione attiva
Il metodo preventivo
Presentare un “ventaglio” di alternative
Ampliare l’esplorazione interiore
Crescere insieme e cambiare insieme

 

CAPITOLO 10

"E" COME EMPOWERMENT

STRATEGIE PER RENDERE L’ALTRO COMPETENTE E FORTE

 

Desiderare l’autorealizzazione dell’altro
Una didattica orientata all’empowerment
L’autoefficacia come motivazione intrinseca
Fiducia nella possibilità di cambiamento e di miglioramento
Il bisogno di autostima
Quando apprezzare il risultato e quando la persona
L'apprezzamento di gruppo
Autovalutazione ed autorinforzo
Autostima e lettura del mondo interiore
Il senso di identità come mappa di orientamento
Immagine di sé e il «principio di coerenza»
Immagine di sé e prospettiva futura
Aiutare a costruire il senso di identità positivo
Lo stile di attribuzione positivo
Autodecisionalità ed autoregolazione
Autodeterminazione motivazionale
Empowerment e senso di responsabilità
Riconoscere le abilità e i talenti
Distinguere tra ciò che un allievo sa fare e ciò che potrà fare
Sottolineare e rinforzare il successo passo per passo
Empowerment reciproco
Empowerment ed esperienza di leadership
L’autostima come fattore fondamentale dell’apprendimento e dell’educazione

 

CAPITOLO 11

PRINCIPI GUIDA

DELL'APPRENDIMENTO COOPERATIVO

 

Intreccio tra apprendimento cooperativo e strategie di comunicazione
Definizione di apprendimento cooperativo
Caratteristiche dell’apprendimento cooperativo
Integrazione dialettica tra individuo e gruppo
Apprendimento cooperativo tra insegnanti
Strategie di collaborazione a scuola
La cooperazione come valore
Le frasi dell’apprendimento cooperativo, competitivo e individualistico
Il sentimento di comunità
Come cambia la funzione dell'insegnante nell'apprendimento cooperativo?
Difficoltà nella realizzazione dell'apprendimento cooperativo
I vantaggi dell'apprendimento cooperativo
Cooperazione e competizione
Studio individuale ed apprendimento cooperativo
Apprendimento cooperativo con gli studenti disabili
Pensare insieme
Dialogo con gli altri e formazione del pensiero
Apprendimento cooperativo e intelligenze multiple
La scuola come comunità di apprendimento

 

CAPITOLO 12

PROMUOVERE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA

 

Il cuore dell’apprendimento cooperativo
Interdipendenza e teoria sistemica
Escogitare compiti che richiedano l’interdipendenza positiva
Interdipendenza degli scopi di apprendimento
Interdipendenza delle risorse
Interdipendenza di ruolo
Interdipendenza e dissonanza sociocognitiva
L’interdipendenza degli incentivi e del premio
Interdipendenza ed eterogeneità

 

CAPITOLO 13

STIMOLARE LA RESPONSABILITÀ

VERSO SE STESSI E VERSO IL GRUPPO

 

L’impegno personale
Motivazione verso l’apprendimento e senso di responsabilità verso il gruppo
Coltivare l’abilità di essere responsabili
Interazione faccia a faccia e senso di responsabilità
Esempi di responsabilità individuale

 

CAPITOLO 14

SVILUPPARE INTERAZIONI POSITIVE

 

Il clima di classe accogliente e solidale
Come affrontare le emozioni negative di gelosia, invidia e rivalità
Sviluppo delle abilità sociali
Educazione emotiva a scuola
Lista dei comportamenti gravi in classe
Elaborare delle regole per stare bene insieme
Scheda di automonitoraggio delle regole di classe
Definire le “sanzioni riparatorie”
Ampliare l’interazione nei compiti di apprendimento
Ampliare ed arricchire il feedback di gruppo

 

CAPITOLO 15

SOLLECITARE UN’UGUALE PARTECIPAZIONE DI TUTTI

 

Ognuno porti il suo contributo
Differenti competenze ed uguale partecipazione
La diversità come risorsa
Lavoro cooperativo a coppie e a quartetti
Status sociale in classe ed eguale partecipazione

 

CAPITOLO 16

VALUTARE L’ESPERIENZA DELL’APPRENDIMENTO COOPERATIVO

 

Valutare integralmente le variabili formative
Valutazione ed incentivi esterni
L’autovalutazione dell’insegnante
Valutazione di coppia, di gruppo e di classe
Valutazione del processo di gruppo
Autovalutazione dei ruoli svolti all’interno del gruppo cooperativo
Questionario di valutazione sui risultati personali dell’apprendimento cooperativo
Questionario sul lavoro di gruppo
La riflessione metacognitiva sul lavoro cooperativo

 

CAPITOLO 17

STRATEGIE OPERATIVE PER APPLICARE IN CLASSE L’APPRENDIMENTO COOPERATIVO

Dalla teoria alla pratica
Alcune strategie operative sono le seguenti:
Fare insieme un disegno, per evidenziare l’esperienza della cooperazione.
Costruire una scultura insieme.
Scrivere testi o racconti in modo cooperativo.
Comprendere insieme concetti difficili.
Pensare insieme.
Elaborare definizioni cooperative.
Creare insieme analogie.
Consultare il vicino, per scambiare opinioni, idee ed emozioni.
L’intervista reciproca.
Imparare a sottolineare in coppia.
Imparare a prendere appunti in coppia.
Costruire insieme una mappa cognitiva
Imparare a correggere insieme gli errori.
Il problem solving cooperativo, per affrontare insieme situazioni complesse.
Progettare e realizzare una ricerca insieme.
La discussione cooperativa, utile soprattutto quando bisogna affrontare temi controversi con schieramenti polarizzati di favorevoli e contrari.
La strategia del “mutuo insegnamento” o “insegnamento reciproco”.
L’allenamento reciproco e la preparazione cooperativa al test di verifica e agli esami, allenandosi e interrogandosi l’un l’altro.
Il metodo della drammatizzazione, per visualizzare in modo cooperativo i fattori presenti in  sistemi complessi.
L’automonitoraggio reciproco, per controllare e guidare il processo di apprendimento.
Preparare per il compagno le domande di comprensione di un testo.
Imparare a studiare insieme.
Realizzazione di una unità didattica cooperativa
Analizziamo adesso dettagliatamente alcune proposte operative per intrecciare l'apprendimento cooperativo e la comunicazione in classe.
Fare insieme un disegno in coppia
La scultura in coppia
Scrivere testi o racconti in modo cooperativo
Comprendere insieme concetti difficili
Pensare insieme
Definizioni cooperative
Elaborazione cooperativa di analogie
Consultare il proprio vicino
Intervista reciproca
Imparare a sottolineare in coppie
Prendere appunti cooperativi
Costruire insieme una mappa cognitiva
Imparare a correggere insieme gli errori
Problem solving cooperativo
Progettare e realizzare insieme una ricerca
Computer ed apprendimento collaborativo
Discussione cooperativa
Strategia del “mutuo insegnamento” o “insegnamento reciproco"
Tutoring cooperativo
Allenamento reciproco e preparazione cooperativa al test di verifica
Metodo della drammatizzazione
Automonitoraggio reciproco
Preparare per il compagno le domande di comprensione di un testo
Imparare a studiare insieme
Si impara a cooperare cooperando

 

CONCLUSIONE

BIBLIOGRAFIA

INDICE

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