GUIDA ALLO STUDIO: LA MEMORIA

Strategie per assimilare e ricordare ciò che si è studiato

CopertinaMemoria

Pubblicato dalla casa Editrice Editori Riuniti, Roma, 2002.


INDICE DEL LIBRO


Introduzione

1. Perché si dimentica ciò che si studia?

 

1.1. La demotivazione
1.2. La frustrazione
1.3. Le interferenze
1.3.1. Le interferenze durante l'acquisizione
1.3.2. Le interferenze durante la rielaborazione
1.3.3. Le interferenze durante la fase del recupero
1.4. La mancanza d'uso
1.5. Strategie per ricordare

2. Come funziona la memoria?

 

2.1. Memoria e reminescenza
2.2. Memoria naturale e memoria artificiale
2.3. Il ciclo dell'apprendimento
2.4. Il cervello e la memoria
2.4.1. Neuroscienze e nuova concezione della memoria
2.5. Le metafore della memoria
2.6. Le leggi dell'apprendimento e della memoria
2.7. Alcune massime sulla memoria

3. L'acquisizione

 

3.1. L'attivazione delle preconoscenze
3.1.1. L'attivazione del proprio stile cognitivo
3.1.2. L'attivazione dei propri atteggiamenti
3.2. Analisi ed amplificazione sensoriale degli stimoli
3.2.1. L'attenzione
3.2.2. L'amplificazione sensoriale
3.2.2.1. La memoria visiva
3.2.2.2. La memoria uditiva
3.2.2.3. La memoria motoria
3.3. La ripetizione immediata
3.3.1. Evitare il sovraccarico delle informazioni
3.4. L'organizzazione del materiale
3.4.1. Suddividere il materiale da apprendere
3.4.2. Raggruppare le informazioni attorno ad un concetto centrale
3.5. La scelta del materiale da elaborare ulteriormente
3.5.1. Estrarre le informazioni essenziali
3.5.2. Smistare le informazioni
3.5.3. Ripristinare il senso del "gusto" del sapere

4. La rielaborazione

4.1. Il contenuto della rielaborazione
4.1.1. La creazione di teorie
4.1.2. La costruzione di strategie metacognitive
4.1.3. L'elaborazione di indizi per recuperare ciò che si è appreso
4.1.3.1. L'ordine
4.1.3.2. La semplificazione di ciò che è complesso
4.1.3.3. Gli esempi
4.1.3.4. L'associazione con il contesto di apprendimento
4.1.3.5. L'assimilazione del lessico di base
4.1.3.6. L'uso di codici specifici
4.1.3.7. L'uso di indici di discriminazione
4.1.3.8. La costruzione di reti associative gerarchiche
4.2. I livelli di elaborazione
4.3. Il tempo di rielaborazione
4.3.1. Dedicare del tempo a concatenare le informazioni
4.4. Il fine della rielaborazione
4.4.1. L'assimilazione
4.4.1.1. Il paradosso tra disponibilità di informazioni e mancanza di assimilazione
4.4.1.2. L'interruzione del processo di assimilazione
4.4.2. La creatività

5. La conservazione

 

5.1. Cosa conservare
5.2. Come conservare
5.3. Per quanto tempo conservare
5.4. L'esercizio
5.4.1. Esercizio di mantenimento ed esercizio di elaborazione
5.4.2. La ripetizione
5.5. Perché conservare ciò che si è appreso

6. Il recupero

 

6.1. Rievocazione libera e rievocazione guidata
6.2. Codice di amplificazione e codice di riduzione
6.3. Lista di chiavi di recupero
6.4. Le mnemotecniche come strategie di recupero

7. Le mnemotecniche della logica

 

7.1. Contrapposizione tra memoria logica e memoria fantastica
7.2. La logica come il metodo più economico
7.3. I suggerimenti della memoria logica
7.3.1. Gli schemi
7.3.1.1. La danza tra dettagli e schemi
7.3.2. Le ramificazioni tematiche
7.3.3 I sistemi di conoscenze
7.4. I vantaggi della memoria logica
7.4.1. Dedurre le informazioni per non sovraccaricare la memoria

8. Le mnemotecniche dei luoghi

 

8.1. Descrizione del metodo dei luoghi
8.2. I principi psicologici che giustificano l'efficacia del metodo dei luoghi
8.2.1. L'alta frequenza d'uso
8.2.2. La legge della contiguità
8.2.3. La suggestione delle immagini
8.2.4. Il principio di contrasto figura-sfondo
8.2.5. La memoria spaziale o memoria locale
8.2.6. Il principio della rievocazione guidata
8.3. Suggerimenti per costruire la propria successione di luoghi
8.3.1. Compilare una sequenza di luoghi reali
8.3.2. Tradurre i concetti astratti in immagini concrete
8.3.3. Elaborare luoghi e immagini tridimensionali
8.3.4. Applicare il metodo dei luoghi nello studio
8.3.5. Svuotare i luoghi dopo l'uso
8.4. Distinzione tra luoghi reali, luoghi immaginari e luoghi misti
8.4.1. I luoghi reali
8.4.2. I luoghi immaginari
8.4.3. I luoghi misti
8.5. Le caratteristiche dei luoghi della memoria
8.5.1. Numero dei luoghi
8.5.2. La continuità dei luoghi
8.5.3. La grandezza dei luoghi
8.5.4. La distinzione e la distanza dei luoghi
8.5.5 L'ordine dei luoghi
8.5.6. La luminosità
8.6. Alcuni esempi di metodi di luoghi
8.6.1. Lo schema spaziale di un foglio
8.6.2. Gli schemi a ruota, ad albero, a scaletta
8.6.3. Il corpo come sistema o mappa dei luoghi
8.6.4. Il teatro della memoria di Giulio Camillo Deliminio
8.6.5. I palazzi della memoria
8.6.6. Le ruote della memoria di Giordano Bruno
8.7. Difficoltà nell'uso del metodo dei luoghi

9. Le mnemotecniche delle immagini

 

9.1. Il valore delle immagini come strategia mnemotecnica
9.1.1 Le immagini come strumenti della mente
9.1.2. Le immagini come risultato dell'elaborazione concettuale
9.1.3. Le immagini come risultato di selezione
9.1.4. La connessione tra parola e immagine mentale
9.1.5. Le immagini didattiche
9.1.6. L'immaginazione e la visualizzazione
9.2. La giustificazione teorica dell'efficacia del metodo delle immagini
9.2.1. La doppia codifica: verbale e per immagine
9.2.2. Verbalizzare e visualizzare
9.3. Suggerimenti per elaborare immagini forti ed efficaci
9.3.1. La concretezza
9.3.2. La ricchezza sensoriale
9.3.3. L'azione
9.3.4. L'interazione
9.3.5. Il contrasto di figura-sfondo
9.3.6. La dimensione delle immagini
9.3.7. L'effetto "bizzarria"
9.3.8 L'emozione
9.4. Alcuni esempi dell'uso delle immagini
9.5. Alcune difficoltà del metodo delle immagini

 

10. Le mnemotecniche delle associazioni

 

10.1. Il valore delle associazioni come strategia mnemotecnica
10.2. I principi teorici del metodo delle associazioni
10.2.1. Il principio di somiglianza
10.2.2. Il principio di contrasto
10.2.3. Il principio di contiguità
10.3. Suggerimenti per costruire associazioni forti ed efficaci
10.3.1. La fusione
10.3.2. La bizzarria
10.3.2.1. Costruzione di un'associazione fantastica
10.3.3. L'attivazione
10.3.4. L'interazione
10.4. Alcune esempi di associazioni
10.4.1. Associazione tra la forma del numero ed oggetti concreti che si assomigliano
10.4.2. Associazione tra il suono del numero ed oggetti che esso richiama
10.4.3. Associazione tra la forma delle lettere alfabetiche ed oggetti concreti
10.4.4. Associazione tra i numeri e le lettere dell'alfabeto
10.4.5. Associazione tra numeri e date importanti
10.4.6. Associazione tra i giorni della settimana, i mesi e le immagini concrete che li caratterizzano
10.4.7. Associazione nell'apprendimento del lessico delle lingue straniere
10.4.8. Associazione tramite l'utilizzazione di una storia conosciuta
10.4.9. Associazione tramite l'invenzione di una "nuova" storia
10.4.10. Associazione tramite casellari mentali
10.5. Difficoltà e limiti del metodo delle associazioni

11. Le mnemotecniche verbali

 

11.1. Le associazioni fonetiche dovute alle assonanze, al ritmo, alle rime, alla musicalità
11.1.1. Associare le informazioni scolastiche alla base musicale delle canzoni preferite
11.1.2. L'utilità del memorizzare ad alta voce
11.1.3. La ripetizione fonetica
11.1.4. Le associazioni fonetiche
11.2. Gli acronimi, gli acrostici e le liste alfabetiche
11.3. Il metodo dell'etimologia
11.4. Il metodo delle famiglie delle parole
11.5. I principi psicologici che giustificano l'efficacia delle mnemotecniche verbali
11.6. Difficoltà e limiti delle mnemotecniche verbali

12. Le mnemotecniche motorie

 

12.1. Il metodo degli attori
12.2. Tradurre le informazioni in abilità motorie
12.3. Tradurre a livello motorio le informazioni astratte
12.4. Il valore del concatenamento delle informazioni

13. Le mnemotecniche dei numeri

 

13.1. Il codice numero-lettera di Silvin (1843)
13.1.1. Associazioni per facilitare l'apprendimento di tale codice Silvin
13.1.2. Acronimo per memorizzare perfettamente il codice Silvin
13.1.3. Lista per memorizzare concretamente i numeri da 1 a 100
13.2. Ricodificare le date storiche
13.2.1. Una giusta obiezione
13.3. Ricodificare le sequenze di numeri
13.4. Vantaggi della catena associativa dei numeri trasformati in immagini
13.5. Limiti delle mnemotecniche di numeri

Conclusione

Bibliografia


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