2011 Alternative alle punizioni e castighi. La Nazione di Arezzo

14 Gennaio 2011 Intervista sul giornale "La Nazione" di Arezzo
sul tema "Soluzioni alternative e creative alle punizioni e castighi"

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Ecco la sintesi fatta dalla Confartigianato di Arezzo

Scuola per Genitori con Polito:

i figli come allberi, vanno sostenuti e guidati per crescere

Polito04

Data comunicato18/01/2011

Descrizione

Come un alberello ha bisogno di essere sostenuto nella crescita, così un bambino ha bisogno del  sostegno e della guida dei genitori. Non certo di botte e punizioni. L'immagine che  lo psicologo Mario Polito presenta, fin dalla  prima slide, al pubblico dell'Etrusco Hotel,  alla terza lezione della scuola per genitori organizzata da Confartigianato, è eloquente: un albero con intorno dei “bastoni” che servono a sostenerne la crescita. Affabulatore dotato di un'ottima capacità mimica, Polito alterna le slide alla narrazione della sua esperienza, personale e di psicologo,  e ammannisce consigli portando  esempi e citando personaggi famosi. Psicologi ed educatori,  dall’antichità classica ad oggi,  sfilano con  le loro “ricette” per l’infanzia e l’adolescenza. Anche la bibbia e re Salomone non sfuggono, ma stavolta le “bacchettate” non le prende il fanciullo, come ammoniva il libro dei libri, ma il celebre re d’Israele  che consiglia di “picchiare il fanciullo perchè certo non ne morrà” e così “si salverà dalle pene dell'inferno”.


Dall'infanzia alla gioventù, passando per l'adolescenza, se il figlio è difficile, il genitore deve essere  autorevole ma paziente, non deve dire sempre di sì, perchè le regole servono, ma non deve infliggere punizioni, che infliggono soltanto dolore e si dimostrano efficaci solo in apparenza. Finchè il “castigatore” non ha girato l’angolo. Questo il consiglio di Polito che continua a suggerire ai genitori: “fermati, ragiona, non urlare, non usare parolacce in presenza dei bambini, perchè non potranno capirti ma cercheranno solo di sfuggire il castigo.Non vietare, ma consiglia, non ordinare ma invita e aggiungi magari un “grazie”, quando vengono fatte bene le cose. E quando insegni metti in luce le cose buone, almeno 5 cose buone, quando dovrai correggerne una, come faceva il violinista Suzuki. ” Già, perchè, questo il suggerimento: “se dici questo va bene, quest'altro anche, e questo pure, questo invece è da correggere, il bambino ti ascolterà. Se invece tutto è sbagliato, non solo non ascolterà ma si arrabbierà, sarà frustrato, penserà che non gli vuoi bene.” E se la cosa buona è una sola? Polito ha la risposta pronta: “ripetila 5 volte, poi enumera quella da correggere.”


Facce di bambini arrabbiati, strafottenti, che mostrano il medio, si accompagnano ancora, in una slide dopo l’altra,  a  teen ager apatici e giovani che digrignano i denti. Ancora il consiglio di Polito è quello di guardare non solo la loro, ma la propria espressione, di controllare la propria voce, perchè all'urlo e alla faccia feroce del genitore,  non può corrispondere quella serena e obbediente del figlio. Non mancano illustrazioni d'epoca, come quella di una scuola che nel suo sigillo metteva il disegno di un bimbo sculcciato sonoramente dal proprio insegnante, come una pubblicità d’antan, oppure il ricordo che in Scozia le bacchettate sono state eliminate dalla scuola, per legge, solo nel 1986. Almeno in questo l'Italia ha preceduto di un buon secolo  l'algida  Scozia, avendo vietato le maniere pesanti fin dal 1880.


Due ore filate di esempi passano in fretta per i tanti genitori che affollano la sala dell'Etrusco. Alla fine hanno collezionato un buon bagaglio per affrontare la crescita dei propri bambini, secondo i principi della buona educazione, ma senza la violenza, fisica o verbale, della punizione. Passare dall'affabulazione alla pratica di tutti i giorni sarà un'altra cosa, ma almeno la faccia sorridente di Polito sarà lì a ricordarti, con  i suoi esempi, le sue foto e le sue vignette, che il grugno di un bambino ha bisogno di guida e sostegno e non di punizioni e di botte.