Imparare ad imparare

IMPARARE AD IMPARARE

Autoregolazione e responsabilità del proprio processo formativo.

Corso di formazione

Dott. Mario Polito, Psicologo e Pedagogista  E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Definizione 

Imparare ad imparare significa impadronirsi delle strategie di consapevolezza di come apprendiamo per scegliere quelle più efficaci, per controllare en guidare il proprio processo di formazione, per imparare ad imparare per tutta la vita.

Si tratta di una abilità trasversale, che attraversa tutte le discipline.

Tutti gli insegnanti possono insegnare consapevolmente ed intenzionalmente questa fondamentale abilità cognitiva. 

Obiettivi del corso di formazione 

Fornire agli insegnanti un quadro di riferimento teorico e una serie di attività operative da sperimentare personalmente, per migliorare le proprie competenze professionali su questo tema dell’imparare ad imparare.

Il corso permetterà:

  1. L’acquisizione delle competenze necessarie per insegnare agli studenti come imparare nel modo più efficace e personale e come guidare e regolare il proprio processo formativo.
  2. L’acquisizione delle teorie più recenti sull’apprendimento, in particolare il costruttivismo, la mediazione culturale e la teoria del prendersi cura della formazione dell’altro (si veda la bibliografia).
  3. La capacità di attuare in classe alcune esperienze di metacognizione, stimolando gli studenti a riflettere sul proprio modo di apprendere e ricordare.
  4. L’acquisizione di un percorso strutturato, ampio e sequenziale di proposte da attuare in classe con i propri allievi, scegliendo quelle attività che si integrano maggiormente con la propria disciplina.
  5. La capacità di rielaborare le informazioni in modo individuale e cooperativo. 

Impostazione pedagogico didattica. 

È opportuno inserire il progetto di “imparare come si impara” entro le coordinate teoriche della ricerca pedagogica, psicologica e didattica di questi ultimi 15 anni, che vanno sotto il nome di costruttivismo, metacognizione, mediazione, apprendimento strategico, pedagogia del prendersi cura dell’altro (pedagogia della relazione educativa), apprendimento cooperativo. Tutte queste coordinate offrono degli orientamenti su come insegnare a studiare e ad imparare come si impara.

Il costruttivismo. Conoscere vuol dire costruire le proprie mappe cognitive per agire nella realtà. La costruzione dell’intelligenza. La costruzione del successo o dell’insuccesso scolastico.

La pratica della metacognizione come esercizio di riflessione, di guida, di autoregolazione e di controllo del proprio processo di apprendimento.

La mediazione dell’insegnante. L’insegnante da trasmettitore  a facilitatore e mediatore dell’apprendimento. Riflessione sulla funzione della scuola oggi: Dalla trasmissione dei saperi alla “costruzione dei saperi”. Dall’acquisizione all’appropriazione del sapere.

La relazione pedagogica e didattica come strategia di mediazione culturale e personale. 

Autori di riferimento

Piaget, Bruner, Vygotskij, Popper, Gardner, Feuerstein, Morin.

Tematiche di approfondimento dell’imparare ad imparare

 

  1. Affrontare la complessità.
  2. Le abilità cognitive trasversali.
  3. Imparare per tutta la vita.
  4. Il conflitto socio-cognitivo.
  5. La scelta dei nuclei fondanti.
  6. La rete delle conoscenze costruite dallo studente.
  7. Le preconoscenze degli studenti, considerate come risorse, come mattoni cognitivi. “Cosa sapevi? Cosa sai? Come utilizzi ciò che sai per apprendere nuove informazioni?. Come utilizzerai ciò che hai acquisito adesso nelle esperienze del futuro?”.
  8. Dalle teorie ingenue, possedute dagli studenti, alla formulazione di teorie scientifiche.
  9. Il tempo dell’apprendimento e il tempo della rielaborazione. La strutturazione e ristrutturazione delle conoscenze.
  10. Il lavoro di gruppo. L’apprendimento reciproco.
  11. La condivisione del proprio percorso di apprendimento (la narrazione condivisa della propria biografia cognitiva).
  12. La rielaborazione e l’assimilazione.
  13. Il transfer di ciò che si è appreso. 

Presentazione delle esperienze operative per gli studenti.

Il progetto che viene proposto nel corso offre  una sequenza ampia e strutturata di proposte operative (un centinaio) da far svolgere agli studenti, per renderli consapevoli del proprio modo di apprendere e per controllare, guidare, orientare, riorientare, rimotivare il proprio processo di apprendimento.

Tale consapevolezza aumenta in loro la sensazione che possono controllare ed autoregolare il proprio processo formativo, aumentando l’autonomia nello studio e la responsabilità. Possono capire che stiamo facendo tutto questo per loro: per rendere più agevole e d efficace il grande “lavoro” quotidiano dello studio. Ogni giorno studiano, eppure sanno poco su questa complessa attività mentale. Conoscendo meglio il loro lavoro intellettuale possono studiare con entusiasmo ed addirittura appassionarsi al sapere.

Ho notato per esperienza che non sono sufficienti le buone e belle prediche sul metodo di studio. È necessario far scaturire dagli studenti questa consapevolezza e necessità fondamentale del loro impegno formativo. La pratica del metodo di studio “deve” emergere come “costruzione di senso” motivazionale e cognitiva che può far fiorire la voglia di prendersi cura della propria formazione. Se non scatta questa consapevolezza lo studio sarà vissuto come una pena, un fastidio, una ossessione. 

Alcune esperienze e proposte operative da far svolgere agli studenti

  1. La conversazione metacognitiva. Procedura e passaggi.
  2. Consapevolezza delle attribuzioni di senso all’esperienza scolastica, allo studio, all’imparare, alla cultura.
  3. Il dialogo interno di autoregolazione.
  4. La lista delle autoistruzioni.
  5. La verbalizzazione del proprio vissuto cognitivo, emotivo e motivazionale.
  6. L’individuazione ed il rispetto dei propri stili cognitivi.
  7. Le esperienze metacognitive. La conoscenza sulla conoscenza. Autocontrollo, autoistruzioni, autoregolazione, autovalutazione della propria esperienza di apprendimento.
  8. La riflessione (la competenza riflessiva).
  9. L’attivazione dei vari ruoli cognitivi.
  10. L’apprendimento cooperativo: la costruzione sociale della conoscenza.
  11. La costruzione di mappe cognitive personali e di mappe cognitive condivise. Insegnare ed apprendere con le mappe cognitive.
  12. Osservazioni sul metodo di studio: “Il quaderno del metodo di studio”.
  13. La responsabilità verso il proprio percorso formativo: “Il quaderno della mia formazione”.
  14. La presa di coscienza. La coscienza di sé. La cultura come presa di coscienza.
  15. La poesia sullo studio, per far emergere attribuzioni di significato, motivazioni ed emozioni.
  16. L’autoregolazione della motivazione. I bollini della motivazione.
  17. La riflessione sugli errori. Capire per prevenire. Prevedere per provvedere.
  18. Il controllo dell’attenzione. La meta-attenzione.
  19. Il controllo della comprensione. La meta-comprensione.
  20. Il controllo della memoria. La metamemoria.La valutazione del processo formativo oltre alla valutazione dei risultati, dei prodotti, degli esiti, dei voti. Imparare ad autovalutarsi. Imparare a valutare i propri compiti e i compiti degli altri.
  21. Collaborazione metacognitiva. I sei cappelli di Edward De Bono
  22. Questionario sul metodo di studio.
  23. Lo stemma della mia intelligenza. 

Supervisione

È prevista una supervisione metodologica per rendere efficace tale progetto progetto.

Otto tappe del progetto.

Tale progetto “imparare come si impara” o “imparare a studiare” è composto di otto tappe: 

1. Impostazione teorica, pedagogica e didattica.

2. Il valore formativo e metodologico della disciplina che si insegna.

3. Apprendere, studiare, ricordare, pensare, metodo, metodo di studio… Cosa significano per me studente?

4. I fattori per far decollare il mio metodo di studio.

5. Motivazione ed autostima. Nel mio dialogo interno quali sono le frasi  motivanti e quelle demotivanti? Quale stima ho di me stesso come studente?

6. Strategie per attivare l’attenzione, la concentrazione, l’autocontrollo, l’autoregolazione cognitiva e motivazionale, l’automonitoraggio, l’autovalutazione (la metacognizione).

7. Intelligenza, stili cognitivi, memoria e transfer. Strategie per pensare e strategie per memorizzare.

8. Strategie di studio per sottolineare, prendere appunti, costruire schemi e mappe concettuali.

 

Bibliografia

 

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